Le Villi

Varie



Atto I

È primavera. In un piccolo villaggio della Foresta Nera, la comunità si stringe intorno a Roberto e Anna, figlia di Guglielmo Wulf, festeggiandone il fidanzamento. C’è anche un altro motivo di gioia: Roberto sta per partire per Magonza, dove prenderà possesso di una cospicua eredità lasciatagli da una vecchia congiunta. Tornerà ricco, e potrà sposare Anna (Coro d’introduzione: «Evviva i fidanzati!»). La ragazza, tuttavia, è angosciata dalla separazione. Decide di infilare nella valigia di Roberto un mazzolino di nontiscordardimé (Scena e romanza di Anna: «Se come voi piccina io fossi, o vaghi fior»); sorpresa da lui, gli confessa i tristi presentimenti che l’angustiano, ma ne viene ampiamente rassicurata (Duetto di Anna e Roberto: «Tu dell’infanzia mia»). Invitato da Roberto, Guglielmo benedice la coppia, e il giovane si allontana (Preghiera: «Angiol di Dio, che i vanni rivolgi al ciel stasera»).

Atto II

Roberto, una volta in città, è stato sedotto da un’altra donna, dimenticandosi della fidanzata lontana; Anna è spirata al cader dell’inverno, uccisa dal dolore (Parte sinfonica, I tempo: L’abbandono). È notte, e Roberto – che a Magonza ha ormai dilapidato il patrimonio, ed è stato lasciato dalla sua amante – è ora sulla via del ritorno. Non sa che, celate nel bosco che lo circonda, danzano le Villi: misteriose creature femminili, morte di dolore, che si riuniscono per attendere gli uomini rei di aver infranto la promessa di fedeltà e di nozze, e che senza pietà compiono la loro vendetta, travolgendo gli sventurati in una danza frenetica fino a farli morire (Parte sinfonica, II tempo: La tregenda). Nella vendetta spera anche Guglielmo, distrutto dalla perdita della figlia: se davvero le Villi esistono, Anna deve farsi giustizia (Preludio e scena di Guglielmo: «No, possibil non è che invendicata»). Roberto giunge al villaggio: pieno di rimorsi, ed ignaro della tragica sorte di Anna, desidera solo implorare perdono (Scena drammatica e romanza di Roberto: «Ecco la casa… Dio, che orrenda notte!»). Avvicinatosi all’abitazione di Anna, scorge d’improvviso la fanciulla che, con infinita tristezza, gli si rivolge per ricordare le promesse di fedeltà e il tradimento di cui si è macchiato. Anna, in realtà, è diventata ormai una delle Villi: la creatura attira a sé Roberto, che – nonostante i disperati tentativi di sottrarsi al suo destino – è costretto dalle Villi accorse in massa a danzare fino alla morte (Gran scena e duetto finale di Anna e Roberto: «Tu dell’infanzia mia»).

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